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#cimettiamoletende: Agroalimentare e lavoro di qualità al centro del terzo dibattito in piazza Stesicoro a Catania
 
FLAI CGIL CATANIA #cimettiamoletende
 
 
"Agroalimentare di Qualità e lavoro di qualità" il terzo appuntamento catanese di "Ci mettiamo le tende", l’iniziativa indetta dalla Flai Cgil in Piazza Stesicoro a Catania, nell’ambito dell’omonima campagna nazionale.
Al tavolo della presidenza ha accolto gli ospiti il Segretario Regionale della Flai Sicilia Totò Tripi che in apertura ha evidenziato come il sindacato sia uscito dai luoghi tradizionali  per trasformarsi in sindacato di strada, con i suoi operatori a supporto dei lavoratori delle campagne, e in sindacato di piazza che incontra il territorio.
 
La relazione introduttiva, presentata dal Segretario Generale della Flai di Catania Alfio Mannino, ha messo in evidenza, come uno degli  scopi dell'iniziativa, sia suscitare nelle piazze un dibattito che coinvolga i vari protagonisti.
“Nel settore agroalimentare – ha detto Mannino – possiamo trovare  occasioni di lavoro e di crescita, basterebbe sfruttare al meglio le potenzialità del territorio siciliano per rilanciare un comparto  che risente in maniera inferiore della crisi. Aspetti trainanti sono la varietà e la tipicità dei nostri prodotti in diversi settori (olivicolo, vitivinicolo e altri ancora), l'elevato numero di prodotti trasformati di alta qualità, e il dato che superfici sempre più ampie accolgono coltivazioni con metodo biologico.
Riscontriamo però dei punti di debolezza che riguardano la frammentazione del tessuto produttivo – ha aggiunto il Segretario Flai – il sistema della commercializzazione, una filiera non coesa. Esempio ne è  l'impossibilità da parte delle aziende di trasformazione di agrumi di continuare l’attività  avendo già gli impianti di stoccaggio pieni, non riuscendo così a supportare altra produzione, con l’inevitabile abbandono di interi raccolti sulle piante. Segno della chiara difficoltà nel collegamento tra produzione e trasformazione. Quanto detto – ha proseguito Alfio Mannino – è confermato dal gap tra la posizione della nostra regione che si trova al 2° posto in Italia per produzione e al 6° posto per la trasformazione. La sfida sta tutta nel PSR (piano di sviluppo rurale) su come verranno eseguiti gli interventi e sulle scelte della politica siciliana. La qualità deve corrispondere anche alla qualità del lavoro, ma in molte aziende cresce l'utilizzo dei voucher, del lavoro nero, circostanze che accentuano l'impoverimento dei lavoratori che naturalmente contribuirà a non far ripartire i consumi.”
 
Intervenendo, Giuseppe Silvestro – presidente della CIA di Catania – ha evidenziato come bisogna regolamentare le immissioni nei nostri mercati dei prodotti provenienti da altri Paesi come quelli del Nord Africa, che esportano prodotti simili ai nostri. "Bisogna regolamentare le etichettature – ha proseguito Silvestro – per evitare le contraffazioni e per valorizzare le proprietà organolettiche della nostra produzione, cercando così  una metodologia che  si opponga alla massificazione dei prodotti d'eccellenza creata dalla globalizzazione. Infine occorre esaltare il valore del lavoro in questo settore che a torto non viene ritenuto interessante dai nostri giovani, causando così la scomparsa di alcune figure professionali specializzate come ad esempio i potatori.”
 
La dottoressa Mariangela Zappalà imprenditrice dell'omonima azienda siciliana che si occupa della trasformazione di prodotti lattiero-caseari, ha sottolineato le difficoltà che incontrano nel territorio realtà come l'azienda che rappresenta. Difficoltà che risiedono nelle poche sinergie con le istituzioni e nelle frammentazioni tra settori produttivi e di trasformazione. Zappalà ha indicato come le difficoltà ad esempio nella rete di trasporti e i costi energetici elevati possano limitare la laboriosità delle aziende.
 
I lavori sono stati conclusi dal Segretario Generale della Cgil Sicilia Michele Pagliaro: “In questo dibattito – ha detto – si è posta l'attenzione su un pezzo fondamentale dell'economia siciliana che potrebbe fare la differenza. I nostri prodotti sono di qualità 17 DOP e 12 IGP. Un Paese con queste caratteristiche va difeso attraverso politiche agroalimentari capaci di legare azioni europee e italiane, con politiche che sostengano i prezzi, le aziende che intendono investire sulla qualità, sul biologico, sulle peculiarità dei territori.
Occorre evidenziare i vari punti di forza come appunto la qualità, un modello di consumi che cambia, superando le polverizzazioni delle imprese, le difficoltà della viabilità rurale, gli elevati costi di produzione e la poca trasformazione di prodotti in loco.
Il sindacato – ha aggiunto il Segretario Cgil Sicilia – da parte sua ha presentato proposte sul collocamento in agricoltura, perché convinto che un lavoro povero impoverisce non solo i lavoratori ma non fa ripartire l'economia. Abbiamo assistito alla mercificazione del lavoro, meno tutele meno diritti, facendo ricadere sui lavoratori le colpe della crisi. Per questo – ha concluso Michele Pagliaro – chiediamo a gran voce riforme delle infrastrutture, politiche industriali di ampio respiro e politiche concrete sull'agricoltura.

(4 maggio 2016)

La galleria fotografica dell'incontro


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