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Rischio risurrezione per i voucher
 
Rischio di ritorno per i ticket avversati dalla Cgil con la grande raccolta di firme pro-referendum. Ivana Galli: «Destrutturazione del rapporto di lavoro». Pino Mandrà: «Far funzionare i nodi territoriali e incentivare l’adesione alla “Rete del Lavoro Agricolo di qualità”
 
Bocciatura senza appello da parte della Flai Cgil per gli emendamenti alla "manovrina" in esame al Senato che puntano a regolare il lavoro occasionale. Dietro nomi fantasiosi, dice la segretaria generale, Ivana Galli, si fanno «resuscitare i voucher appena cancellati con la legge 49 del 20 Aprile, dopo una grande mobilitazione dei lavoratori e della Cgil e dopo che era stata fissata la data per un referendum con cui i cittadini democraticamente potevano scegliere. Con questi emendamenti, in maniera veramente poco rispettosa dei cittadini, si vorrebbe reinserire uno strumento che penalizzava i lavoratori e i loro diritti».
 
E per l'agricoltura, le norme sarebbero ancora peggiori di quelle precedenti e finirebbero per destrutturare la contrattazione. Basti pensare che si fa riferimento al lavoro occasionale anche con riguardo ai lavori dell’agricoltura, concetto che non può essere applicato a questo settore, che presenta modalità di lavoro particolari, caratterizzate da una stagionalità strutturale. Molti emendamenti prevedono un utilizzo che, per il numero massimo di ore previste, ad esempio 3.200 nell’arco di tre anni, pari a circa 18 mesi di lavoro (una media di 6 mesi all’anno), equivale ad un contratto stagionale in agricoltura», spiega la segretaria della Federazione Agroindustriale.
 
«La reintroduzione di tali norme, che contrasteremo con forza ed in ogni sede – aggiunge Galli –, comporterebbe una destrutturazione del rapporto di lavoro, aggredendo il lavoro contrattualizzato con la conseguente perdita per il lavoratore delle garanzie ad esso connesse (malattia, maternità, trattamento di disoccupazione, pensione). Gli emendamenti all’esame, vanno contrastati in ogni modo, anche perché porterebbero in agricoltura ad un mercato del lavoro, di fatto, senza regole e tutele».
 
«L’ipotesi di reintroduzione dei voucher è un vero attacco alla legge 199 sullo sfruttamento del lavoro agricolo – fa eco il Segretario generale della Flai di Catania Pino Mandrà –. È necessario un impegno di tutti per far funzionare i nodi territoriali e incentivare l’adesione alla “Rete del Lavoro Agricolo di qualità”
che vede aderire solo 2400 aziende su tutto il territorio nazionale. La rete non decolla perché non nascono i nodi territoriali. Bisogna sollecitare le aziende ad aderire alla “Rete del Lavoro Agricolo di qualità” istituita presso l’Inps e che mira a far emergere le aziende che operano nella legalità rispettando le leggi ed i contratti di lavoro. Dalla parte opposta ci sono quanti sfruttano i lavoratori e si rendono protagonisti di una concorrenza sleale. Nel nostro territorio bisogna fare rete tutti insieme: le organizzazioni dei lavoratori e quelle datoriali, ma anche la Prefettura, le Forze dell’Ordine, l’Ispettorato del lavoro e Inps. Sono previsti incentivi per le aziende che aderiscono. Bisogna diffondere l’idea che la legalità conviene a tutti» conclude il Segretario generale della Flai di Catania.
 
(25 maggio 2017)

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