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Catania. Cinquemila alla manifestazione Flai-Cgil sulle pensioni: “I conti non tornano”

Migliaia di lavoratori con la Flai. Presenti il segretario nazionale Ivana Galli, regionale Alfio Mannino, provinciale Pino Mandrà 

Cinquemila lavoratori del comparto agricolo, agroalimentare, forestale e pesca, rappresentati dalla Flai Cgil Sicilia e nazionale, provenienti da tutta l'Isola, hanno manifestato oggi a Catania per chiedere al governo nazionale di bloccare l'innalzamento illimitato dei requisiti per andare in pensione e la tutela del lavoro discontinuo che riguarda 120 mila addetti tra agricoltura, forestale e industria agroalimentare.
Alla manifestazione del sindacato dell’agroindustria hanno partecipato il segretario generale della Flai Cgil, Ivana Galli; il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro; il segretario generale della Flai Cgil Sicilia, Alfio Mannino; il segretario generale della Cgil di Catania, Giacomo Rota; il segretario generale della Flai di Catania, Pino Mandrà.
 
La Flai chiede che l’emendamento che blocca per due anni l’innalzamento dell’età pensionistica in rapporto all’aspettativa di vita, venga modificato in modo da potere comprendere i lavoratori agricoli a tempo determinato e quelli della pesca. Si chiede, altresì, al governo di inserire il lavoro agricolo tra quelli gravosi, garantendo l’accesso all’Ape sociale agli stagionali a partire dai 63 anni con l’abbassamento da 36 a 30 della contribuzione necessaria.
“Partiamo dalla Sicilia - dice Ivana Galli - per il peso che ha in questa regione il lavoro bracciatile. Ma non ci fermeremo: venerdì terremo infatti un presidio davanti a Montecitorio chiedendo di essere ricevuti dalla Commissione Bilancio, dove sono in discussione gli emendamenti alla legge di Bilancio che riguardano il nostro settore e andremo avanti anche dopo la conclusione del mandato di questo governo”.
 
“Il nulla di fatto ai tavoli nazionale e regionale ci impone di essere in piazza per manifestare tutto il nostro disagio per un sistema pensionistico che non è equo – dichiara Pino Mandrà, segretario Flai Catania –. Un sistema pensionistico  penalizzante per i lavoratori dei settori agricolo, forestale, pesca e industria alimentare, ed in particolar modo per gli stagionali, che svolgono attività faticose e usuranti. Per questi lavoratori, che operano in maniera discontinua diventata la regola, si profila una pensione ritardata a settant’anni: come si fa a tenere un lavoratore di questo tipo in attività fino a questa età?
 
Chiediamo un sistema flessibile di accesso alla pensione anticipata dai 62 anni o dai 41 di contributi, la modifica della norma su Ape social e precoci che inclusa il settore agroalimentare, il riconoscimento dei lavori pesanti. Mi chiedo che senso ha parlare di turnover e, al contempo, tenere operai di una certa età al lavoro e ragazzi che non riescono ad entrare nel mercato del lavoro? Dal nostro territorio oggi parte un appello forte al Governo: si facciano scelte definitive. L'agroalimentare per esempio, può fare la differenza sul mercato, ma potrà davvero esercitare le sua qualità se si avvierà una vera riforma contributiva” chiude il segretario provinciale Flai.

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(13 dicembre 2017)


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