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Caporalato e lavoro nero, Mandrà: «Partire dall’avvio della rete del lavoro di qualità»

Su caporalato e lavoro nero in agricoltura, il segretario generale della Flai Cgil di Catania, Pino Mandrà, dichiara: «È necessario rafforzare le iniziative di contrasto alle irregolarità che avvengono nel mercato del lavoro. La Flai è stata impegnata in questi ultimi mesi a spiegare la nuova legge contro il caporalato nelle diverse occasioni di dibattito e incontrando direttamente i lavoratori. Il bilancio di questo primo periodo di attuazione dice che le condizioni nel territorio non sono cambiate. Il sindacato di strada della Flai svolto nei luoghi che noi definiamo di “Terranera”, il docufilm che ha fatto luce sulle irregolarità nel mercato del lavoro in provincia di Catania, e dunque Paternò e Adrano in primo luogo, ci ha fatto cogliere con mano nuovamente le condizioni di sfruttamento a cui sono costretti i braccianti. A Paternò è ancora presente una manodopera sfruttata proveniente dal Nordafrica alla quale viene corrisposta una paga di 20-25 euro al giorno che, sulla carta, dovrebbe essere più del doppio. Continuano ad operare indisturbati i caporali e il mercato del lavoro non risulta modificato alla luce nuova legge. La stagione agrumicola di quest’anno è anche gravata da condizioni sfavorevoli il cui peso si è scaricato sulle spalle dei braccianti, che hanno lavorato di meno: per questo chiediamo gli ammortizzatori in deroga.

Certo sono incoraggianti le notizie di contrasto al fenomeno del caporalato, come la recente operazione di Noto che ha visto un’azienda agricola sottoposta ad amministrazione giudiziaria con l’applicazione, per la prima volta, della nuova legge. Tuttavia, riteniamo che tanto debba essere ancora fatto. Intanto – prosegue Mandrà – bisogna fare rete con tutte le istituzioni affinché la normativa trovi piena applicazione nel territorio. In secondo luogo è necessario uno scatto in avanti per l’applicazione della legge che ha una serie di criticità sui meccanismi di adesione alla rete del lavoro di qualità. È stata istituita una cabina di regia nazionale composta dal Ministero dell’Interno, dal Ministero della Giustizia e da un rappresentante delle cooperative, ma non decollano i nodi territoriali provinciali con la conseguenza che resta ferma anche la cabina di regia nazionale. Se realmente si vuol dare piena applicazione alla legge – conclude Mandrà – bisogna partire proprio dall’avvio della rete del lavoro di qualità che premia le aziende che rispettano le norme in materia di lavoro, la legislazione sociale, le imposte in generale». 

(13 giugno 2017)


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