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Le battaglie Flai nell’agroindustria etnea
 
Intervista al neosegretario della Flai-Cgil di Catania Pino Mandrà, che parla di forestali, agricoltura, consorzio di bonifica e industria alimentare
 
Flai di Catania nel pieno dell’attività su tutti i fronti di competenza: agricoltura, forestazione, industria, consorzio di bonifica. Il segretario provinciale, Pino Mandrà, dopo i primi giorni passati a svolgere la ricognizione settore per settore, da settimane è “dentro” i problemi dei diversi comparti. Lo abbiamo incontrato per conoscere su cosa si sta lavorando.
 
Domanda. Segretario iniziamo a fare un punto della situazione dal comparto forestale. In questo particolare passaggio, la Flai si è ritrovata ad affrontare i problemi strutturali, ma anche alcune questioni di stretta attualità, come le recenti sentenze di alcuni tribunali. Come l’organizzazione da lei diretta sta affrontando tutto ciò? 
Risposta. Intanto dico che le questioni che riguardano i lavoratori forestali vanno affrontate con i delegati. C’è molta carne al  fuoco: la questione delle sentenze di Enna per i preposti, quella del Tribunale di Catania per gli scatti agli stagionali. Su questo si deve aprire una discussione all’interno della Flai. Le sentenze sono pericolose per il sindacato e per gli stessi lavoratori perché è la battaglia sindacale ed il confronto con la politica che devono cambiare le cose, e non certo tribunali e avvocati. Peraltro, spesso le sentenze vengono ribaltate in secondo grado con l’effetto che non si produce alcun risultato. Io invito i lavoratori ad ascoltare il sindacato e non i patronati autonomi, perché è il sindacato che fa i loro interessi.
Nel settore forestale c’è un contratto scaduto da più di 15 anni, dal lontano 2001. Non è possibile che tutti i governi succedutisi in ben tre lustri abbiano affrontato la questione forestale in maniera non appropriata, non è possibile che si recepiscano solo parti di contratto, in quanto il contratto si rispetta integralmente.
La riforma del comparto forestale è importante e noi abbiamo presentato una proposta per questo settore in cui è necessario cambiare passo. L’operaio deve essere al centro della riforma perché ha un ruolo essenziale nel contrasto al dissesto idrogeologico. Eppure un settore forestale che funzioni è una prima e salda base nella difesa del suolo perché significa effettuare una manutenzione ordinaria del territorio. Inoltre è possibile pure mettere a reddito le produzioni del bosco. Bisogna anche smontare il luogo comune che vede l’operaio forestale come un assistito: questi lavoratori necessitano di un sistema efficiente per svolgere al meglio l’attività. Infine, ritengo che non sia possibile parlare di riforma quando si parla di bilancio. Adesso ci stiamo preparando alla manifestazione di venerdì 24 febbraio a Palermo, in cui il settore forestale scenderà in piazza.
 
Nel settore agricolo, quest’anno c’è una grande novità: i braccianti hanno, infatti, nelle mani uno straordinario strumento di legalità qual è la legge anticaporalato approvata a novembre. Eppure da quel che si sente dire in giro non sembra che sia puntualmente attuata. Oltre alla legge contro il caporalato, cosa bolle in pentola?
Per quanto riguarda i braccianti, stiamo facendo una battaglia sul rinnovo contratto e sul rispetto dei contratti in generale. Rinnoviamo i contratti, ma devo notare che le aziende li rispettano solo sulla carta. Abbiamo iniziato una campagna vertenziale con le imprese più grandi della provincia, proprio per ribadire il rispetto della legge e il rispetto dei contratti provinciali.
Sul fronte della legalità nel mercato del lavoro, stiamo proprio organizzando una iniziativa su cosa è cambiato dall’approvazione della legge 199 del 2016, quella che lei citava come legge sul caporalato. Notiamo che dove si incontrano domanda e offerta di lavoro non è cambiato praticamente nulla. Continuiamo ad assistere a sfruttamento e sottosalario. I caporali continuano a farla da padroni arruolando lavoratori comunitari ed extracomunitari. Rispetto al passato, la legge adesso c’è ed il sindacato è presente e lo sarà sempre di più proprio per farla rispettare. Nei prossimi giorni scenderemo ancora in campo con il sindacato di strada, pronti a denunciare anomalie, soprattutto nella zona di Adrano e Paternò, i cosiddetti luoghi di “terranera”. Su questo costruiremo una iniziativa con la Flai nazionale per fare il punto della situazione per verificare cosa è cambiato con la nuova legge.
Faremo anche un ragionamento legato alla questione complessiva della previdenza in quanto i lavoratori agricoli sono rimasti, purtroppo, fuori dall’Ape social. La Flai di Catania insieme alla Cgil di Catania e alla Flai nazionale farà una battaglia affinché si riconosca che il lavoro agricolo è un lavoro usurante. Si tratta di braccianti che lavorano solitamente più di 8 ore, nonostante il contratto ne preveda 6 e 50. Il lavoro agricolo è faticoso e complicato, non è possibile che si pensi che i braccianti possano lavorare fino a 70 anni.
 
Parliamo del consorzio di bonifica. Quest’anno la situazione appare allarmante per gli allagamenti che hanno interessato la nostra piana. Ancora non è chiaro quando gli stagionali verranno avviati.
Esattamente: attendiamo di conoscere la data dell’avvio al lavoro. Abbiamo attuato un sit in la scorsa settimana a Catania davanti all’ex Palazzo Esa con i lavoratori stagionali. Non è possibile che ogni anno gli operai inizino l’attività a maggio o a giugno. Quest’anno ai lavori preparatori per la stagione irrigua e alla manutenzione, si è sommata l’urgenza di porre rimedio agli allagamenti avvenuti alla Piana di Catania. Se i lavoratori stagionali fossero stati già avviati alcuni problemi sarebbero stati mitigati. Invece, ci ritroviamo ancora qui a discutere. E adesso è necessario l’avvio per non compromettere la stagione irrigua che è ormai alle porte.
Su questo sollecitiamo l’assessore regionale all’Agricoltura a dare notizie precise sull’avvio dei lavoratori. Se in questi giorni non otterremo notizie certe, avvieremo tutte le azioni di lotta necessarie.
 
Chiudiamo con l’industria alimentare.
Ci saranno presto le elezioni alla Sibeg con la nuova rsu. Complessivamente nella nostra provincia il comparto va bene, nonostante  la crisi che attraversa il Paese. Il comparto gode di una condizione positiva, in controtendenza rispetto agli altri settori.

(20 febbraio 2017)


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