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lunedì 19 novembre 2018 ..:: Agrumicoltura, Mannino: Tavolo con Governo Regione ::.. Registrazione  Login
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Crisi agrumicoltura, Mannino (FLAI CGIL Catania): “Avviare tavolo di confronto tra l’intero mondo agricolo e il Governo della Regione per affrontare la condizione dei lavoratori agricoli "
 
FLAI CGIL CATANIA AGRICOLTURA AGRUMICOLTURA
 
La crisi del settore agricolo viene da lontano e ha ragioni prettamente strutturali che negli anni non si è riusciti ad aggredire e che, oggi, si manifestano in tutta la loro gravità. A patire maggiormente è il comparto degli agrumi che, più di altri, non è riuscito a trovare una giusta dimensione, nonostante le enormi potenzialità.
Sono molteplici i fattori strutturali della crisi dell’agrumicoltura, che chiamano in causa responsabilità politiche e imprenditoriali e che possono essere così sintetizzati:
1) mancanza di politiche di marketing per promuovere i nostri agrumi nel mondo e, in particolare, le nostre arance rosse, che hanno caratteristiche organolettiche che le rendono uniche;
2) scarsa capacità di commercializzazione dei prodotti;
3) assenza di un insediamento industriale, nella provincia di Catania, per la lavorazione e la trasformazione delle nostre arance (lavorazione del fresco);
4) scarsa propensione alla cooperazione (gli agricoltori siciliani sono restii ad associarsi tra di loro, come invece avviene nei Paesi concorrenti a cominciare dalla Spagna);
5) mancanza di sostegni all’integrazione e alla completa tracciabilità della filiera;
6) mancanza di rafforzamento delle infrastrutture viarie di penetrazione agricola;
7) carenze di iniziative a sostegno dello sviluppo tecnologico e produttivo.
 
In Sicilia si producono ogni anno circa 12 milioni di tonnellate di arance. Il 70 per cento – secondo i dati dell’ISMEA, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo e Alimentare – viene esportato verso Paesi che sembrano, però, sempre meno attratti dalle arance rosse di Sicilia. La richiesta, da parte della Svizzera, è crollata lo scorso anno del 24 per cento, mentre il calo della domanda ha sfiorato il 47 per cento in Germania. Di contro, l’Italia continua ad importare sempre più arance dall’estero: dalla Spagna, dalla Francia, dal Sudafrica.
Stiamo pagando il prezzo di politiche sbagliate causate da un’amministrazione inefficiente e da un cattivo modo di gestire le risorse pubbliche, ed i fondi europei in particolare. Oggi non possiamo soltanto limitarci a decantare le nostre eccellenze agroalimentare, ma diventa necessario sviluppare progetti concreti per il rilancio della nostra agricoltura.
Il settore agrumicolo è vessato da costi di produzione sempre più alti e penalizzato da prezzi di vendita sempre più bassi, il tutto accompagnato da una totale assenza di innovazione produttiva.
La campagna agrumicola di quest’anno è stata condizionata da fattori meteorologici che hanno inciso sulla pezzatura, rimasta piccola, con la conseguenza che sulla pianta si vende a 10-15 centesimi al chilo. si vende a 10-15 centesimi al chilo.
I braccianti agricoli, che sono la parte più debole della catena, troppo spesso sono dimenticati dalle istituzioni. In particolare i lavoratori in agricoltura, in questa stagione, hanno effettuato 300 mila giornate lavorative in meno e rischiano di non raggiungere il numero minimo di giornate utili ad usufruire della disoccupazione agricola. Caporalato e lavoro nero sono ancora diffusi nel nostro territorio, dove sfruttamento e bassi salari sono ormai la regola.
 
A fronte di tutto ciò, la FLAI CGIL chiede da tempo una serie di provvedimenti urgenti a sostegno di questa categoria e per il rilancio dell’intero comparto agricolo della nostra Provincia, ma ad oggi registriamo un silenzio assordante da parte delle istituzioni, specie quelle regionali.
La qualità del lavoro e dei diritti devono essere al centro delle politiche della nostra regione. Le risorse all’agricoltura privata devono essere erogate secondo criteri di premialità a quelle aziende che garantiscano diritti contrattuali e sociali, e che mettano in campo azioni di sviluppo e di rilancio dell'occupazione. In questo quadro diventano non più rinviabili alcune riforme, alcune addirittura a costo zero, come l’incontro fra domanda e offerta lavoro che, secondo la nostra proposta, dovrà avvenire in un luogo pubblico; ma su ciò non abbiamo avuto alcuna risposta da parte del governo regionale. Un’altra riforma necessaria, e senza costi, è quella della razionalizzazione del personale con l’individuazione di figure che possano rafforzare gli organi ispettivi.
L’Assessorato al Lavoro ha messo in cantiere una rivisitazione complessiva dei centri per l’impiego e, in essa, il tema della tutela e del controllo sul lavoro è prioritaria. Con il precedente Assessore al Lavoro si era avviata una interlocuzione assai positiva interrotta, purtroppo, dagli avvicendamenti nel governo regionale.
Sino ad oggi nel nostro territorio non è cambiamento niente, tutti gli impegni assunti dal governo regionale sono stati disattesi, con la conseguenza che a pagare la crisi sono sempre i lavoratori agricoli.
 
Il docufilm “Terranera”, prodotto nel 2015 dalla CGIL e dalla FLAI di Catania, ha avuto il merito di accendere i riflettori sulla qualità del lavoro, ma non è stato importante solo per questo. Con quest’opera cinematografica abbiamo parlato non solo agli addetti ai lavori, ma anche alla società, e la politica si è dovuta misurare con quanto da noi denunciato. Da qui ha preso avvio una serie di misure del governo nazionale che, ci auguriamo, si concretizzi in atti normativi in tempi rapidi.
Ma l'assenza più preoccupante è quella delle istituzioni regionali, sia per quanto attiene le regole del mercato del lavoro, sia per la mancata individuazione di alcune misure di sostegno al reddito, tenuto conto della crisi del settore, anche perché se è giusto dare un sostegno alle imprese, parimenti lo stesso va previsto per i lavoratori. Nelle settimane scorse è stato approvato il Piano di Sviluppo Rurale della Sicilia in cui sono previste misure per il rilancio del comparto per 2 miliardi e mezzo di euro. Si tratta di una grande opportunità per l’agricoltura, assolutamente da non perdere. Adesso devono essere individuate quelle misure necessarie ad aggredire le carenze strutturali della nostra agricoltura e favorire interventi che riescano a favorire l'occupazione in questo settore.
 
Per tutto ciò riteniamo necessario avviare da subito un tavolo di confronto tra l’intero mondo agricolo e il Governo della Regione. Ciò dovrà avvenire in tempi brevi per individuare misure idonee al rilancio del comparto e per dare una risposte al mondo del lavoro e difendere l’occupazione in un settore che è strategico per la nostra provincia e che conta su quasi 30 mila addetti, la metà impiegati nella campagna agrumicola.
La condizione di grande disagio delle comunità a forte vocazione agricola , in cui migliaia di cittadini vivono in condizioni di indigenza, non può più essere sottovalutata. Per questo, come organizzazione sindacale, nei prossimi giorni attiveremo una forte mobilitazione coinvolgendo le istituzioni locali e le forze sociali ed economiche del territorio, con l’obiettivo di far riaccendere i riflettori sulla condizione di migliaia di cittadini che devono sopportare condizioni lavorative di sfruttamento nelle quali sono negati quei diritti che, di contro, devono essere considerati elementari.
 
Catania, 2 febbraio 2016
 
Alfio Mannino
Segretario Generale FLAI CGIL Catania

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